martes, 21 de octubre de 2014

LETTERE PER TE


LETTERA Nº1

Caro Johnny,

ho deciso di scriverti una serie di lettere, in modo di poter chiarire ombrosi pensieri.
Ormai lo sai come sono, a volte infantile, con un filo di voce che ricorda quasi ad una bimba di sei anni, altre volte invece, sono donna, forse troppo, con un carattere indomito che allontana e impaurisce a chi é vicino e non mi conosce bene, sopraffatta da una forza esterna che colpisce con tutta la violenza della rabbia e del rencore di chi ha azzitito con un silenzio che appestava l'aria.
Mi dispiace ma io non potevo mantenere le tue pretese, di un rapporto disinvolto e gioioso, tenendo sempre d'occhio la comodità ma senza strafare. Non é quel che volevo, e penso che non ci voleva neanche provarci perché purtroppo identifico da lontanto le miserie di chi, anche se per amor proprio le nasconde, vuole, come tu stesso mi dicesti in macchina da Roma a Napoli, "un dolcino alla sua vita", e non "spaccaminchie", perché..."se la moglie ti spacca, é sempre tua moglie, ma l'amante....l'amante la mandi affanculo". 
Penso che se ti avesse sentito Virginia Woolf, ti avrebbe dedicato qualche riga nel suo saggio "Una stanza tutta per sé".
Sono ardita e pia caro Johnny, e non riesco a nascondermi dietro alle "buene maniere", come capita anche a te, ma non credere che me ne faccio un vanto, anzi, ai miei 39 anni, spero di poter trasformare le volgarità in gentilezza. Perché te ne ho dette anche io di belle parolacce, e no, assolutamente non me ne vado orgogliosa, non lo só tu delle tue.
Era un rapporto complesso e ambiguo e in un modo o in un altro, entrambi subivamo violenza. Penso fin qua sarai d'accordo...



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