miércoles, 9 de marzo de 2011

LE MIE INTERVISTE/ MIS ENTREVISTAS / LES MEVES ENTREVISTES PART I

MERCEDES LÁZARO. PERIODISTA
Girona
GENOVA


INTERVISTA ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA A BARCELLONA

Salvatore Schirmo, Direttore reggente dell’Istituto



Gennaio 2011

Mercedes Lázaro Puente. Giornalista.

Le culture italo-spagnole sono sempre state legate tra di loro per motivi storici, e possiamo apprezzare l’influenza del bel Paese anche nel paesaggio di alcune zone della Catalogna, che rispecchiano autentici paesini della Toscana come Pals o della Liguria come Calella o Begur sulla Costa Brava.

Come rappresentante dell’Istituto italiano di Cultura, mi farebbe piacere sapere il Suo parere su questi argomenti:

M.Lázaro. Che tipologia di persona, spagnola e non é interessata a studiare la lingua e la cultura italiana? Predominano persone con certe caratteristiche comuni?

Salvatore Schirmo. Con riferimento all’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona, posso dire che la quasi totalità di coloro che vi si rivolgono è ovviamente spagnola. Gli studenti dei nostri corsi di lingua sono molto vari, fra di essi ci sono infatti: giovani universitari locali, studenti o lavoratori appassionati del nostro patrimonio artistico e culturale, persone che hanno in programma di trasferirsi in Italia per studio o lavoro, cantanti d’opera lirica, ed altri che più semplicemente imparano l’italiano per comunicare con il o la partner o con i parenti acquisiti.

M. Lázaro. Quali sarebbero, secondo Lei, le principali differenze tra la cultura italiana e quella spagnola? e le principali somiglianze?

Salvatore Schirmo. Si tratta di due culture, quella italiana e la spagnola, profondamente simili, entrambe di marcata impronta mediterranea, caratterizzate da solaritá ed da una capacità innata di socializzazione che porta all’incontro ed all’accoglienza. Le affinità superano indubbiamente le differenze. Grazie alle strettissime relazioni tra la penisola iberica e quella italiana attuate nell’arco di secoli, la commistione tra i due popoli e le due culture ha portato ad un tale interscambio in tutti i campi - da quello artistico a quello linguistico e, perché no, a quello delle tradizioni popolari e gastronomiche - che per certi versi risulta quasi impossibile distinguere se l’origine si situi nell’una o nell’altra sponda del Mediterraneo occidentale.

M.Lázaro. Ritiene che tra Italia e Spagna ci sia un parallelismo socio-culturale in alcuni aspetti? e nel caso in cui questo ci fosse, condizionerebbe i rapporti tra entrambi i Paesi?

Salvatore Schirmo. Pur nell’ambito di politiche culturali autonome, in quanto cittadini europei lavoriamo a progetti culturali comuni che ci permettono di abbattere le frontiere e le barriere ideologiche e di trovarci in grande sintonia, anche in relazione a quell’identità comune a cui accennavo. Penso anche agli studenti e ai laureati che usufruiscono dei vari programmi europei di mobilità (Erasmus, Leonardo, Comenius etc) e che hanno così “contaminato” positivamente le rispettive popolazioni studentesche italiane e spagnole.

M. Lázaro. Come é stato l’andamento culturale tra Spagna e Italia negli ultimi vent’anni?

Salvatore Schirmo. Dall’entrata della Spagna nell’Unione Europea gli scambi culturali si sono incrementati notevolmente, causando, di riflesso, un avvicinamento ed una maggiore conoscenza dei rispettivi patrimoni artistici e una crecita dei flussi turistici fra i due paesi. Abbiamo quindi notato un considerevole e crescente interesse nei confronti della nostra lingua e e della nostra cultura.

M.Lázaro. Cosa pensa se Le dico che l’Italia del sud come abitudini culturali é quella che piú si assomiglia a noi spagnoli?

Salvatore Schirmo. Per motivi anche climatici e di eredità storica legata alla dominazione spagnola nel nostro Meridione ciò è senz’altro vero. L’interesse degli italiani verso la Spagna non è tuttavia limitato ai soli cittadini del Sud ma riguarda l’intera popolazione italiana, come testimonia la distribuzione territoriale omogenea della provenienza di residenti italiani in Spagna. Sono molti coloro i quali trovano nella penisola iberica un’ambiente familiare, piacevole, e allo stesso tempo, stimolante per passare un periodo della propria vita o stabilirsi definitivamente.

M.Lázaro. Vi siete visti anche Voi condizionati dalla crisi economica?

Salvatore Schirmo. Come ogni altro settore, anche noi siamo coinvolti nel momento difficile di crisi che tocca fortemente sia Italia che Spagna. Occorre tuttavia rilevare la strenua resistenza del settore culturale che, pur in momenti di grave tensione e preoccupazione finanziaria, resta il nutrimento indispensabile della mente e l’unico strumento idoneo alla crescita intellettuale di cittadini cosmopoliti.

M.Lázaro. Come ritiene che siano visti gli spagnoli dagli italiani e viceversa, negli aspetti socio-culturali?

Salvatore Schirmo. Italiani e spagnoli si considerano quasi fratelli per una peculiare capacità d’intesa e adattamento nell’altrui contesto socio-culturale. L’aspetto più interessante di questa “fratellanza” è la costruzione di rapporti che superano le frontiere nazionali realizzando contaminazioni estese nei diversi territori di cui sono composte le due nazioni. Va peraltro riabadita la tenuta di una certa immagine affascinante e e magnetica che la Spagna continua a possedere agli occhi degli italiani, anche grazie a quel concetto di lentezza mai disgiunta dall’efficienza, tipica della cultura spagnola.

M.Lázaro. Lei, come rappresentante di un Paese “cugino” , cosa pensa delle differenze culturali tra le diverse provincie spagnole, per esempio, apprezza la differenza tra Baschi e Catalani? Ha avuto il piacere di conoscere i Paesi Baschi? Riscontra differenze simili che possano esserci tra le diverse Regioni del Suo Paese?

Salvatore Schirmo. In Italia, forse in maggior misura rispetto alla Spagna, esiste una frammentazione culturale e linguistica dovuta a ragioni storiche. La Spagna rappresenta uno splendido esempio di convivenza fra le 4 lingue ufficiali e altrettante tradizioni culturali, che non hanno mai limitato la sua capacità di proiettarsi nel panorama internazionale attraverso un’immagine unica e solida. Non ho avuto ancora modo di visitare una delle terre più interessanti della Spagna, ossia i Paesi Baschi, cosa che mi riprometto di fare presto. Vorrei precisare che il raggio d’azione dell’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona si limita al Levante della Spagna e più precisamente le seguenti comunità autonome: Catalogna, Aragona, Comunità Valenziana, Isole Baleari e Murcia. Il resto della Spagna e quindi i Paesi Baschi sono competenza dell’Istituto di Madrid.

M.Lázaro. Riscontra che ci sia molta gente in Spagna interessata alla cultura italiana e viceversa?

Salvatore Schirmo. Senza dubbio la cultura italiana è una delle preferite qui in Spagna. L’immaginario collettivo ha fatto presa sulla gente associando il nostro paese ad un affascinante e misterioso luogo ove accadono cose meravigliose e spesso incomprensibili. Il made in Italy e il savoir faire italiani non sono però un’invenzione ma il risultato di secoli di capacità ed amore per le cose ben fatte e il frutto di un’ingegnosità notevole, cosa che senza dubbio fa presa sui nostri amici spagnoli.

M. Lázaro. Secondo Lei, Barcellona é la città piú visitata dagli italiani? Come definirebbe Lei Barcellona? E il Suo Paese?

Salvatore Schirmo. Non ho dubbi che Barcellona eserciti un fascino speciale su noi italiani, che siamo molto sensibili alle bellezze artistiche. È una città multiforme non particolarmente ricca di monumenti ma che offre quella combinazione di fattori positivi che a me personalemnte piacciono molto: non piccola, non troppo grande, con una vitalità eccezionale, una creatività sorprendente e soprattutto un clima ideale, che ti permette di godere di ogni suo angolo in qualunque stagione dell’anno.

Quello che dicevamo prima sulla somiglianza con il Meridione mi fa pensare che Barcellona potrebbe essere considerata tranquillamente come una città simile a Palermo o Napoli per conformazione, clima, allegria della gente e molti altri fattori. Al tempo stesso però offre una rete di servizi, di infrastrutture, offerta di lavoro e una qualità di vita simili a quelli che si possono trovare in città come Milano, Firenze o Bologna. In sintesi Barcellona sembra sommare i vantaggi delle città del Nord Italia ai vantaggi delle città del Sud Italia.

M. Lázaro. Ho avuto il piacere di leggere il romanzo di Paolo Giordano, “La Solitudine dei Numeri Primi”, si sarebbe immaginato un tale successo di un autore italiano dieci anni

fa? E ne ricorda qualcun altro?

Salvatore Schirmo. Abbiamo avuto l’onore di ospitare all’IIC questo giovane e promettente autore che ha presentato la sua opera prima. Non sono rari i casi di giovani autori che si distinguono sin dal loro esordio. Ci fa particolarmente piacere aver lanciato in Spagna Giordano, un vero e proprio caso letterario. Anche Melania Mazzucco ha recentemente avuto proprio nel nostro Istituto il suo battesimo spagnolo e tornerà a presentare il suo ultimo libro, “La Lunga attesa dell’angelo” già tradotto e diffuso in tutto il territorio spagnolo.

M. Lázaro. Quale città d’arte italiana consiglierebbe ad uno studente di Arte?e la Sua preferita?

Salvatore Schirmo. Per molti motivi mi inclino per Roma, che è la città ove ho vissuto gran parte della mia vita: un immenso parco archeologico a cielo aperto a testimonianza di una delle più importanti civiltà della storia umana. Certamente anche Firenze e Venezia offrono all’appassionato d’arte innumerevoli spunti di grandissimo valore sia dal punto di vista architettonico che da quello artistico. Non dimenticherei che in Italia esiste gran parte del patrimonio artistico mondiale, in parte ancora da esplorare e studiare. Ben venga quindi che studenti, esperti e ricercatori provenienti dalla Spagna vogliano conoscere parte di questo enorme patrimonio. Uno dei nostri compiti è proprio quello di incentivare, attraverso attività culturali di varia natura, la conoscenza e lo studio della nostra produzione artistica.

MERCEDES LÁZARO.

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